REALTA' PARALLELE
Ho iniziato,un pò di giorni fa,a seguire un interessante seminario sulla "reintegrazione sociale del detenuto".Dico interessante perchè per me lo è stato...ma dato l'argomento,potrebbe benissimo non essero per molti.Il problema affrontato durante il primo incontro riguardava le condizioni all'interno dei penitenziari e quanto,queste,possano contribuire poi alla salute psico fisica del carcerato una volta uscito di cella.Ho ascoltato aneddoti agghiaccianti.Pare(è una cosa dimostrata e non una semplice supposizione),che i primi disturbi percepiti dai detenuti riguardino una distorsione delle percezioni sensoriali.Mi spiego.Un assistente sociale raccontava dell'incarico che le era stato affidato giorni prima.Aveva ricevuto l'arduo compito di accompagnare un detenuto,dopo sei lunghi anni,fuori dal carcere.Erano le sei e mezza di mattina.Non credo sia difficile capire che le strade,come il resto della città,fossero quasi deserte.Eppure,i rumori,quei pochi rumori percepibili, stordivano l'uomo.Per anni non aveva ascoltato nient'altro che l'assordante, metallico rumore del manganello contro le celle,o i passi dei secondini...o chissà cos'altro.Le sue orecchie erano così diventate ipersensibili ad ogni altro genere di suono.Assurdo.E la pioggia?"non sanno se piove o meno....non possono sentire i rumori esterni...nessun rumore..."Così ha risposto il dott.Giusa ((responsabile dell'equipe carcere del programma dipendenze patologiche dell'usl di parma)alla mia domanda.E di anedotti ne son stati raccontati molti ma spero che questo sia sufficiente a render l'idea.Ora,io ho avuto la "fortuna" di avere anche un ulteriore esperienza.La visita nelle carceri di Panama.Questo anni fa.Un'esperienza,dicevo,indimenticabile ma non per questo facile.Ho visto cose e condizioni che,immagino,qualcuno non ha nemmeno idea che esistano.Questo per dire che credo che,in italia,non sia poi così penosa la situazione dei penitenziari.Anche se a questa affermazione,qualcuno potrebbe obiettare sostenendo che questi ambientinon sono altro che lo specchio della realtà esterna.Essendo Panama un paese in precarie condizioni economiche....non potevo certo sperare di trovare un ambiente sano e "civile".E anche questo è vero....Il punto è che non so nemmeno io.A volte sono sorpresa dalla mia stessa fermezza nell'affermare quanto tutto questo sia giusto.Anzi....:"anche peggio!!!".Altre volte,come in questo caso,mi spaventa l'idea che si debba arrivare ad una mortificazione umana simile per poter "correggere".Anche perchè,come sosteneva lo stesso dottore,spesso-specie in caso di recidiva-si usa dire:Beh.....troppo poco tempo.....è successo ancora...deve rientrare."E se invece il problema non fosse il "paziente"ma la "medicina" somministrata?


1 Comments:
Ciao Mària, hai fatto una bella riflessione.... le condizioni nelle carceri è uno dei temi attuali più scottanti nel panorama politico sociale in Italia e non solo....lottare e sensibilizzare le persone sui diritti calpestati dei più deboli e di coloro che non si possono difendere è uno dei gesti più nobili che possa fare un uomo..sai.... anni fa quando ero a Siracusa accoglievo in Croce Rossa i clandestini che sbarcavano a Portopalo di Capo Passero, da r loroe uan minestra calda, una branda dove dormire è stata una delle esperienze più gratificanti che non potrò mai scordare nella mia vita....give me something
Baci Seby
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